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mercoledì 8 luglio 2026


 L'allenatore dell'Egitto, Hossam Hassan, ha dichiarato martedì che non guarderà più nessuna partita dei Mondiali, attribuendo la dolorosa eliminazione della sua nazionale per mano dell'Argentina agli errori arbitrali.

L'Egitto era in vantaggio per 2-0 a 11 minuti dalla fine della partita degli ottavi di finale contro i campioni in carica dell'Argentina, a un passo da una delle più grandi sorprese nella storia dei Mondiali, ma ha subito tre gol nei minuti finali ed è stato eliminato.

Sono stati surclassati nel finale di partita da una rimonta ispirata da Lionel Messi, ma Hassan ha insistito sul fatto che la sua squadra fosse superiore.

"Torno a casa e non guarderò più nessuna partita del torneo", ha dichiarato in conferenza stampa.

"Quello che ci è successo non è giusto. Avremmo dovuto avere un rigore, un gol è stato annullato e non so perché sia ​​stato annullato."

L'Egitto ha segnato al 62° minuto con Mostafa Zico, ma un controllo del VAR ha rilevato un fallo commesso dagli egiziani nell'azione che ha portato al gol.

Hanno inoltre reclamato un rigore nel finale per un fallo su Hamdy Fathy, e la loro rabbia è stata ulteriormente alimentata dal gol della vittoria segnato dall'Argentina al 92° minuto.

"Anche se i gol sono frutto di errori, l'errore più grande è non ottenere ciò che ti spetta da chi ha preso le decisioni", ha detto Hassan, la cui conferenza stampa è stata una lunga litania di lamentele.

"Posso solo dire ai tifosi di non arrabbiarsi"

"Sono il tipo di persona che odia perdere. E quando si tratta di una sconfitta che sembra ingiusta come quella di oggi, posso solo dire ai tifosi di non essere tristi. Volevamo tanto regalare loro più gioia", ha aggiunto.

"Ma ciò che mi ha reso felice è stato il fatto che i miei giocatori abbiano seguito il piano di gioco in molte occasioni e abbiano lavorato molto bene."

L'Egitto si era mostrato sorprendentemente offensivo nelle prime fasi della partita, una tattica diversa da quella abituale di Hassan, che predilige una difesa compatta e la ricerca di occasioni in contropiede.

Ciò ha permesso loro di portarsi in vantaggio all'inizio, ma è stato grazie alle prodezze del portiere Mostafa Shoubir che sono riusciti a mantenere il vantaggio fino all'intervallo.

"Sono molto, molto soddisfatto dell'impegno profuso. La maggior parte dei nostri giocatori proviene dal campionato egiziano, mentre molti giocatori di altre nazionali militano in squadre europee e vivono in quell'ambiente professionale", ha aggiunto Hassan.

"Eppure, con giocatori prevalentemente locali - a parte Mohamed Salah e Omar Marmoush - siamo stati in grado di competere con chiunque."

mercoledì 18 febbraio 2026

 


La dodicesima giornata dei Giochi invernali regala un’altra pagina brillante allo sport azzurro. Nella prova sprint a squadre dello sci di fondo, l’Italia torna sul podio grazie alla coppia formata da Federico Pellegrino ed Elia Barp, capace di conquistare una preziosa medaglia di bronzo al termine di una gara intensa e combattuta.

Davanti a tutti, ancora una volta, la Norvegia trascinata da Johannes Klaebo, ormai dominatore assoluto di questi Giochi: per lui è arrivato il quinto oro della manifestazione. Alle loro spalle gli Stati Uniti, mentre gli azzurri hanno saputo difendere con lucidità e coraggio la terza posizione, resistendo agli attacchi delle altre nazioni nelle ultime frazioni.

Con questo risultato, l’Italia raggiunge quota 25 medaglie complessive, confermando un rendimento costante e sorprendente in più discipline.

Il successo odierno si aggiunge all’impresa di ieri nel pattinaggio di velocità, dove il trio composto da Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti ha conquistato il nono oro azzurro, imponendosi nella prova a squadre davanti agli Stati Uniti. Una vittoria netta, costruita con ritmo, tecnica e una gestione impeccabile della gara.

L’Italia continua così a vivere un’edizione dei Giochi da protagonista, capace di brillare tanto nelle discipline tradizionali quanto in quelle in cui, fino a pochi anni fa, sembrava difficile immaginare un ruolo di primo piano.

lunedì 16 febbraio 2026

 

Arianna Fontana ha lottato come una campionessa, ma stavolta la magia non è bastata. Nei 1000 metri di short track delle Olimpiadi invernali è arrivato un quarto posto che brucia, soprattutto per una fuoriclasse abituata a riscrivere la storia dello sport italiano. Una gara intensa, tattica, piena di sorpassi e contatti, in cui l’azzurra ha provato fino all’ultimo a inserirsi nella lotta per le medaglie.

Una finale ad alta tensione

La prova dei 1000 metri è stata una delle più combattute del programma olimpico. Fontana, come sempre, ha gestito con intelligenza le prime fasi, restando nel gruppo e aspettando il momento giusto per accelerare. Negli ultimi giri ha tentato l’affondo, ma le avversarie hanno chiuso ogni varco, lasciandole solo la quarta piazza.

Un risultato che non cancella la grandezza

Per un’atleta con un palmarès immenso come il suo, restare fuori dal podio può sembrare una delusione. Eppure, la sua presenza in finale, la lucidità tattica e la capacità di competere ancora ai massimi livelli confermano una verità: Fontana è e resta un’icona dello short track mondiale.

Lo sguardo già al futuro

Il quarto posto non è un punto d’arrivo, ma un passaggio. Fontana ha dimostrato ancora una volta di avere fame, determinazione e una voglia feroce di continuare a stupire. Le prossime gare saranno un’altra occasione per tornare a brillare.