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mercoledì 18 febbraio 2026

 


La dodicesima giornata dei Giochi invernali regala un’altra pagina brillante allo sport azzurro. Nella prova sprint a squadre dello sci di fondo, l’Italia torna sul podio grazie alla coppia formata da Federico Pellegrino ed Elia Barp, capace di conquistare una preziosa medaglia di bronzo al termine di una gara intensa e combattuta.

Davanti a tutti, ancora una volta, la Norvegia trascinata da Johannes Klaebo, ormai dominatore assoluto di questi Giochi: per lui è arrivato il quinto oro della manifestazione. Alle loro spalle gli Stati Uniti, mentre gli azzurri hanno saputo difendere con lucidità e coraggio la terza posizione, resistendo agli attacchi delle altre nazioni nelle ultime frazioni.

Con questo risultato, l’Italia raggiunge quota 25 medaglie complessive, confermando un rendimento costante e sorprendente in più discipline.

Il successo odierno si aggiunge all’impresa di ieri nel pattinaggio di velocità, dove il trio composto da Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti ha conquistato il nono oro azzurro, imponendosi nella prova a squadre davanti agli Stati Uniti. Una vittoria netta, costruita con ritmo, tecnica e una gestione impeccabile della gara.

L’Italia continua così a vivere un’edizione dei Giochi da protagonista, capace di brillare tanto nelle discipline tradizionali quanto in quelle in cui, fino a pochi anni fa, sembrava difficile immaginare un ruolo di primo piano.

lunedì 16 febbraio 2026

 

Arianna Fontana ha lottato come una campionessa, ma stavolta la magia non è bastata. Nei 1000 metri di short track delle Olimpiadi invernali è arrivato un quarto posto che brucia, soprattutto per una fuoriclasse abituata a riscrivere la storia dello sport italiano. Una gara intensa, tattica, piena di sorpassi e contatti, in cui l’azzurra ha provato fino all’ultimo a inserirsi nella lotta per le medaglie.

Una finale ad alta tensione

La prova dei 1000 metri è stata una delle più combattute del programma olimpico. Fontana, come sempre, ha gestito con intelligenza le prime fasi, restando nel gruppo e aspettando il momento giusto per accelerare. Negli ultimi giri ha tentato l’affondo, ma le avversarie hanno chiuso ogni varco, lasciandole solo la quarta piazza.

Un risultato che non cancella la grandezza

Per un’atleta con un palmarès immenso come il suo, restare fuori dal podio può sembrare una delusione. Eppure, la sua presenza in finale, la lucidità tattica e la capacità di competere ancora ai massimi livelli confermano una verità: Fontana è e resta un’icona dello short track mondiale.

Lo sguardo già al futuro

Il quarto posto non è un punto d’arrivo, ma un passaggio. Fontana ha dimostrato ancora una volta di avere fame, determinazione e una voglia feroce di continuare a stupire. Le prossime gare saranno un’altra occasione per tornare a brillare.