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giovedì 18 gennaio 2018

Tennis Australian Open: ecco l'elenco di tutte le partite del torneo




Di seguito l'elenco completo di tutte le partite del Torneo:

Formula 1: MARCHIONNE, LA FERRARI DEL 2018 SARÀ UN "MOSTRO" O "SPAZZATURA?"




Sergio Marchionne pensa che sia possibile che la Ferrari abbia messo insieme un "mostro" di  monoposto di Formula 1 per il 2018.
O potrebbe essere spazzatura? 

La rivista italiana Autosprint dice che   chiamerà la sua nuova vettura 'Progetto 669' e sarà lanciata il 22 febbraio. 

"Sono stato a Maranello negli ultimi giorni, e i ragazzi sono occupati, ma sembrano troppo rilassati ", ha detto il presidente della Fiat e della Ferrari Marchionne al North American International Auto Show di Detroit "Posso solo concludere che abbiamo fatto un vero mostro, abbiamo fatto di tutto per avere un'auto superstrong, ma dovremo aspettare fino al 22 febbraio quando la riveleremo". 

La Gazzetta dello Sport riporta che il veterano della Ferrari Kimi Raikkonen  quest'anno avrà un nuovo ingegnere di gara, dato che il suo regolare Dave Greenwood torna in Gran Bretagna. Il giornale dice che Raikkonen sarà progettato da Carlo Santi, che è stato promosso all'interno della squadra. 

Nel frattempo, Marchionne non ha smentito le voci secondo cui ha grandi piani in F1 per Alfa Romeo, visto che il marchio italiano diventerà lo sponsor principale della Sauber quest'anno.

"Siamo sponsor, ma è un work in progress con Sauber, ci vorrà del tempo", ha affermato

Read more: http://autoweek.com/article/formula-one/ferrari-boss-2018-f1-car-will-either-be-monster-or-garbage#ixzz54TjrawBp

domenica 26 marzo 2017

Vettel trionfa in Australia, battute le Mercedes



MELBOURNE (Australia) - Si apre nel migliore dei modi la stagione della Ferrari. Sebastian Vettel vince il Gran Premio d'Australia, a Melbourne, fulminando una Mercedes confusa, pasticciona e un pochino presuntuosa. E rovesciando alla grande tutti i pronostici del pre stagione.

LA GARA GIRO PER GIRO

Ma gli evidenti demeriti dei campioni del mondo non devono oscurare nemmeno per un attimo i meriti della Scuderia di Maranello. Anzi, in un certo senso li sottolineano. Perché dietro l'errore clamoroso che ha compromesso la gara di Lewis Hamilton - un inspiegabile pit stop anticipato che ha costretto l'inglese a rientrare alle spalle di Max Verstappen e ha aperto le porte alla marcia trionfale di Vettel - c'è tutta la pressione che la Ferrari è riuscita a creare in questi giorni sul muretto anglo tedesco.

E dire che alla partenza le cose si erano messe nel migliore dei modi, per Hamilton. Lo "sporco" sul lato della pista da cui partivano i due ferraristi aveva avvantaggiato il campione del mondo, che era arrivato alla prima curva con un ampio margine su Vettel. Considerando che le nuove macchine sono più larghe e che hanno un apparato aerodinamico molto più efficiente e che dunque superare su un circuito così era sostanzialmente impossibile, arrivare davanti alla prima curva significava aver vinto mezzo gran premio. Ma Vettel ha avuto il merito di non mollare un centimetro di asfalto. Si è attaccato ad Hamilton, mostrandosi aggressivo negli specchietti del rivale e, di fatto, inducendo la Mercedes a sbagliare la scelta. Per paura dell'undercut, gli ingegneri del muretto anglo tedesco hanno infatti deciso di anticipare la loro mossa e hanno richiamato Lewis ai box. All'uscita, la sorpresa: la macchina numero 44 era finita dietro alla Red Bull di Max Verstappen, oggi come oggi, il pilota più difficile da superare. La gara di Hamilton è finita esattamente in quel momento. L'inglese ha consumato la parte migliore delle sue "soft" guardando da vicino gli scarichi di Verstappen. La vittoria ferrarista - mancava da Singapore 2015 - è un risultato meritatissimo. Che premia la scelta autarchica di Sergio Marchionne, quella di responsabilizzare le seconde linee di Maranello dopo la "cacciata" di James Alllison. "Abbiamo le intelligenze e il talento per farcela", aveva detto quest'estate Marchionne spiegando la sua scelta. Ha avuto ragione. Indipendentemente da quello che succederà da Shanghai in poi (è immaginabile un prepotente ritorno della Mercedes, anche in virtù della configurazione del circuito) è innegabile che i miglioramenti ottenuti dai progettisti
italiani siano sbalorditivi.

Unico neo della giornata ferrarista, la prestazione di Kimi Raikkonen. Ha preso 22 secondi dal compagno di squadra. Un risultato ingiustificabile. Bene, infine Antonio Giovinazzi (altra scommessa vinta da Marchionne). Una gara intelligente, la sua. Doveva portare a casa la macchina, lo ha fatto alla grande, lasciandosi alle spalle una  McLaren.

lunedì 31 ottobre 2016

Vergogna Verstappen, ruba il podio a Vettel con la benedizione della Fia


E' stato un'altro capitolo squallido quello della gara di ieri in Messico. E alla fine Daniel Ricciardo ha conquistato la terza posizione. Nel bene o nel male è sempre il baby olandese a far parlare di sé, perché quella difesa coi denti di Vettel sull’australiano è arrivata dopo che Verstappen si era rifiutato di dare strada al ferrarista nonostante l’ordine del suo team dopo aver tagliato la variante alla curva 1. Alla fine Vettel addirittura quinto, Verstappen quarto.

 "Poteva essere una giornata dal sapore speciale, con un podio meritatissimo che ci è stato tolto dalla burocrazia. Tutta la squadra aveva dimostrato carattere rimanendo unita e concentrata in un momento difficile. La strategia ci aveva permesso di recuperare posizioni, i due piloti hanno fatto un ottimo lavoro", ha aggiunto il team principal. Dal canto suo, Vettel si è limita a poche parole per spiegare quanto accaduto con Ricciardo: "Lo rispetto moltissimo e non è bello quando due macchine si toccano. A mia difesa posso dire che stavo lottando con tutte le forze, ho cercato di lasciargli comunque un minimo di spazio e penso di averlo fatto"

sabato 22 ottobre 2016

Tennis: Fabio Fognini super vola in finale a Mosca


Il tennista imperiese Fabio Fognini supera con grande abilità il tedesco Kolhschreiber, testa di serie numero 3 dell'ATP di Mosca, competizione che vede il nostro atleta vicino alla conquista, con l'ultimo ostacolo da superare nella finale di domani.
Fognini asfalta in maniera peretta Kohlschreiberin soli due set. Nel primo set il tedesco non risce mai a reagire tranne all'inizio quando il match era fermo sull'1-1 nei games, ma nel proseguire del set Fognini stacca l'avversario concludendo 6/1. Nel secondo set il tennista imperiese rischia di lasciarsi sorprendere dall'avversario, ma alla fine riesce a spuntarla in un combattimento fino all'ultimo colpo di racchetta che vede vincere Fognini al tie-break con il punteggio di 7/6, raggiungendo la finale del torneo. 
Domani Fognini si giocherà l'ATP di Mosca contro il vincente tra Carreno Busta (testa di serie numero 6 del tabellone) e Robert. 

martedì 16 agosto 2016

Calcio: È morto Joao Havelange. Fu presidente Fifa per 24 anni: creò il Mondiale a 32 squadre

Prima come atleta, poi (soprattutto) come dirigente ha fatto la storia del suo paese. Il Brasile piange Jean-Marie Faustin Goedefroid de Havelange, più noto come Joao Havelange, morto ieri a 100 anni a Rio, città in cui era nato e che gli ha dedicato lo stadio Olimpico dove in queste ore si stanno disputando le gare di atletica dei Giochi.
Havelange partecipò a due Olimpiadi, prima come nuotatore poi come giocatore di pallanuoto, vincendo una medaglia. Ma viene ricordato soprattutto per essere stato il re della Fifa per 24 anni, prima di abdicare lasciando il posto a Joseph Blatter. A lui va il merito di aver portato a 32 il numero di squadre partecipanti ai Mondiali di calcio.
Nato l'8 maggio del 1916, figlio di un commerciante belga che aveva fatto fortuna in Brasile, prese parte come nuotatore alle Olimpiadi del 1936 e come giocatore di pallanuoto a quelli del 1952. La carriera di dirigente sportivo cominciò a fine anni 50 quando diventò membro del Cio. Nello stesso periodo e fino al 1975 fu presidente della Federcalcio brasiliana. Da presidente vinse due mondiali, quello del 1958 e quello del 1962.
Fu eletto alla presidenza della Fifa l'11 giugno del 1974, battendo al ballottaggio il presidente uscente Stanley Rous per 68 voti a 52. Nei 24 anni trascorsi alla presidenza della Fifa riformò i Campionati mondiali di calcio aumentando il numero delle squadre partecipanti: in pochi anni, sotto la gestione di Havelange, il Mondiale passò dalle classiche 16 squadre a 24 nel 1982 in Spagna e addirittura a 32 nel 1998 in Francia. Sin dall'inizio degli anni Ottanta sono emerse voci circa un suo possibile coinvolgimento in vari episodi di corruzione. È stato presidente onorario della Fifa dal 1998 al 18 aprile 2013, quando si è dimesso in seguito ad un altro caso di corruzione per la vendita dei diritti in esclusiva sui Mondiali.

Rio 2016, Atletica: il tuffo degno di Tania cagnotto della Shaunae Miller che gli vale l'oro nei 400 metri


Libania Grenot termina all'ottavo posto, in 51.25, la finale olimpica dei 400 metri. L'oro olimpico va alla bahamense Shaunae Miller (49.44), che si tuffa sul traguardo e beffa la statunitesne Allyson Felix (49.51). Il keniano David Rudisha si conferma sul gradino più alto del podio negli 800 metri (1:42.15), mentre nel'asta arriva la sorpresa più clamorosa: a vincere é il 23enne brasiliano Thiago Braz Da Silva, che supera i 6,03 e sfila la medaglia più importante al francese Renaud Lavillenie, il campione di Londra e primatisa del mondo (qui capace di 5,98).  

Rio 2016, ciclismo, Elia Viviani è il nuovo campione olimpico


A Rio de Janeiro Elia Viviani ha conquistato la medaglia d’oro nell’omnium e si è così laureato campione olimpico. Il ciclista azzurro ha chiuso con 207 punti, al termine delle sei prove, davanti al britannico Cavendish (194) e al danese Hansen (192). Viviani, che al termine delle prime tre prove disputate ieri occupava la seconda posizione con 104 punti (scratch 28; inseguimento 36; eliminazione 40), questa mattina era passato al comando della classifica generale con 140 punti, grazie al 3° posto nel km a cronometro (1:02:338). E’ la ventitreesima medaglia per l’Italia nella XXXI edizione dei Giochi Olimpici Estivi, la seconda per il ciclismo, dopo il bronzo nella prova su strada conquistato da Elisa Longo Borghini.

mercoledì 10 agosto 2016

Nuoto: Rio 2016, Federica Pellegrini naufraga nei 200 m. stile libero


Era la più attesa della giornata e invece Federica Pellegrini  non riesce a riscattare il flop di Londra e spiega la sua finale dei 200 stile libero, chiusa con un deludente 4° posto: "In acqua sensazioni così strane che perdere la medaglia è l'ultimo pensiero. Ho dato tutto, non è andata"
Doveva essere l'Olimpiade con cui riscattare il flop di Londra e chiudere sul podio una carriera a cinque cerchi durata dodici anni. E' amara invece l'acqua della piscina di Rio per Federica Pellegrini che nella sua gara, i 200 stile libero, non fa meglio del quarto posto: i riflettori alla fine sono tutti per l'americana Katie Ledecky, oro 1'53"73, davanti alla svedese Sarah Sjostrom, argento in 1'54"08. Il bronzo, a cui mirava l'azzurra, se lo va a prendere l'australiana Emma McKeon (1'54"92). Per la Pellegrini il quarto crono di 1' 55"18 che lascia solo tanta delusione.

Ma la campionessa che dodici anni fa ad Atene vinceva a soli sedici anni l'argento olimpico, la stessa che quattro anni dopo a Pechino conquistava l'oro con record del mondo, in gara non c'è mai stata: staccata dal treno delle prime, ai 100 era addirittura ottava, risalita al quinto posto ai 150 metri non ha avuto le gambe per l'attacco finale. "Mi sembra di essere in un piccolo incubo. In acqua ho avuto sensazioni talmente tanto strane che non aver preso la medaglia è onestamente il mio ultimo pensiero dice appena uscita dall'acqua -. Negli ultimi 50 metri sono 'morta': non ne avevo più".

E' provata e anche incredula, perché la stagione aveva dato ben altre indicazioni: ai Giochi brasiliani la Pellegrini è arrivata dopo aver nuotato con tempi da big. A Rio, dopo il sesto posto nella staffetta veloce, si era rituffata per le batterie dei 200 sl, la sua gara, e aveva centrato la finale con il terzo tempo. E il podio sembrava già scritto, con l'americana-fenomeno (già al secondo oro dopo quello nei 400 in cui ha stabilito un record spaventoso) oro e la svedese a seguire. Il gradino piu' basso era alla portata dell'azzurra.

"Ho dato tutto quello che avevo, purtroppo non è andata. Mi dispiace perché il bronzo era a due decimi" ammette provando a nascondere l'amarezza. Ma poi si arrabbia quando le viene chiesto se ha sbagliato la gara di testa. "Ho 28 anni, se ancora si dice che subisco la gara di testa mollo cazzotti a tutti...". La medaglia, anche se del materiale meno prezioso avrebbe chiuso il cerchio. Non è così, sul podio la festa è per le altre.

domenica 7 agosto 2016

Rio 2016: Nuoto, Gabriele Detti vince il bronzo nei 400 metri stili libero



sabato 6 agosto 2016

Rio 2016, Nibali cade a un passo dall'oro

Vincenzo Nibali cade e così svanisce il sogno dell'oro olimpico e dell’Italia del ciclismo che si spezza sulla discesa di Vista Chinesa. Uno dei terreni preferiti dello Squalo di Messina, ma stavolta fatale al campione siciliano. Che aveva attaccato più di tutti, e a un certo punto staccato quasi tutti. Ma è caduto sul più bello, mentre correva verso un podio quasi assicurato, e un possibile oro da giocarsi con Henao eMajka. Il colombiano è andato giù insieme a lui, il polacco no. Ma era troppo stanco per resistere alla rimonta di Greg Van Avermaet. È lui il campione olimpico nella prova in linea maschile di ciclismo ai Giochi di Rio 2016: belga fortissimo, tra i primi ad andare in fuga (il che aggiunge valore al suo successo); ma uomo da classiche del nord più che da tapponi alpini, a dimostrazione che il percorso non era poi così duro come sembrava. All’arrivo anche il danese Jakob Fuglsang ha bruciato lo stremato Majka, comunque di bronzo. All’Italia resta solo il sesto posto di Fabio Aru. E una marea di rimpianti per una medaglia che la nazionale avrebbe strameritato per quanto fatto vedere in tutti i 240 chilometri sulle strade brasiliane.

sabato 23 luglio 2016

Tennis: Paolo Lorenzi a 34 anni vince a Kitzbuhel, è il suo primo titolo Atp in carriera

 Paolo Lorenzi a 34 anni e 7 mesi  si è aggiudicato il suo primo torneo Atp, il “250” di Kitzbuhel sconfiggendo il finale 6-3 6-4 il gerogiano Nikoloz Basilashvili, n.123 Atp (ma è stato 86). Un record, a suo modo: nessuno ha mai vinto il primo titolo Atp ad un'età superiore alla sua (prima di lui il più anziano era stato Estrella Burgos a 34 anni e 6 mesi nel 2014 a Quito). Lorenzi aveva già disputato una finale Atp, nel 2014 a San Paolo del Brasile, uscendo sconfitto dall'argentino Delbonis, stavolta non si è fatto scappare la ghiotta occasione. E' il 54esimo successo di un azzurro nel circuito maggiore dalla nascita dell'Atp (iniziò Adriano Panatta nel 1971 a Senigallia), il primo di questo 2016 che arriva a due anni da quello di Fabio Fognini a Vina del Mar. Grazie ai 250 punti guadagnati Lorenzi, classe 1981 – la stessa di Federer – da lunedì salirà a quota 41 nel ranking Atp, il suo best ranking in carriera.

Che Paolo volesse fortemente questo titolo l'aveva già dimostrato in semifinale contro Gerard Melzer, battuto 7-6 7-6 (al 13 matchpoint) dopo una battaglia lungamente interrotta dalla pioggia nella quale aveva dovuto lottare anche contro il tifo compatto del pubblico locale. Oggi è partito bene nel primo set, nel secondo ha subito il break in apertura del georgiano ma è stato bravo a ristrappare il servizio all'avversario, scattare 3-1 e inserire la marcia vincente al nono game dopo essersi fatto riprendere sul 3-3. Alla fine anche il pubblico lo ha festeggiato, il giusto premio per un atleta di grandi qualità agonistiche e umane, un ragazzo di rara simpatia e umiltà.

domenica 29 maggio 2016

Alessia Trost vola nel salto in alto a Eugene: è terza in Diamond League


Il salto in alto continua a dare grandi soddisfazioni all’Italia. Questa volta è toccato ad Alessia Trost  che nella quarta tappa della IAAF Diamond League a Eugene, in Oregon, ha portato a casa  un bellissimo terzo posto nel salto in alto. La 23enne pordenonese delle Fiamme Gialle ha superato 1,92, sua migliore prestazione stagionale. La gara è stata vinta dalla statunitense Chaunte Lowe con 1,95 e una progressione senza errori fino ai tentativi sbagliati all’1,97.
La Trost è entrata in gara a 1,80, poi ha superato 1,84 e 1,88 senza errori. Alla seconda prova ha la meglio sull’1,92, ma poi commette tre errori a 1,95. Seconda Laverne Spencer, unica con la Lowe a superare al primo tentativo l’1,92. Per l’azzurra anche la soddisfazione di aver battuto la campionessa del mondo Vashti Cunningham e la campionessa europea Ruth Beitia, tutte a 1,92.

I 5 Video sportivi più divertenti del web

29/05/2016: Ecco i migliori 5 video Gif che raccontano le situazioni più divertente dello sport mondiale apparsi nel web in questi giorni:










































sabato 28 maggio 2016

Nibali, che capolavoro. È maglia rosa. 20ª tappa a Taaramäe, il giro è suo


La bocca aperta, i denti digrignati. E tutto intorno un’esplosione di gioia e colori. Vincenzo Nibali si alza sulla sella, dà gli ultimi colpi di pedale e taglia il traguardo di un’impresa storica. Il ribaltone è sorprendente e completo: lo Squalo di Messina ha azzannato a Sant’Anna di Vinadio il 99° Giro d’Italia, il secondo della sua carriera dopo quello del 2013, il quarto grande giro insieme alla Vuelta 2010 e al Tour 2014. Numeri da campione, come da campione sono gli ultimi 15 km della Guillestre-Sant’Anna di Vinadio che lo hanno condotto al successo. Nibali ha attaccato sulla salita della Lombarda, a poco più di 4 km dalla vetta. Una progressione irresistibile, mentre Esteban Chaves vedeva la maglia celeste diventare sempre più piccola. Sotto lo striscione del gpm, il suo vantaggio era già di 56’’. All’alba di questa giornata di gloria, aveva 44’’ di ritardo dal sogno. Con la maglia rosa virtualmente addosso si è buttato in picchiata dalla Lombarda, ha resistito all’acido lattico sugli ultimi due km di salita e ha afferrato il trionfo davanti al Santuario di Sant’Anna. La giornata perfetta. Chaves arriva al traguardo 1’36’’ dopo, mentre Rein Taaramae, ex compagno di Vincenzo all’Astana, festeggia la vittoria della 20ª tappa.